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rethinking Pension plans... as soon as possible

I risultati di una ricerca sui topi pubblicati da Nature fanno pensare ad uno scherzo fantascientifico... aumentare la vita di un topo del 14% con una semplice pillola (anche senza necessita' di dargliela per lungo tempo, basterebbe cominciare a somministrarla quando il ratto e' gia' senile) puo' sembrare una notizia da sottobosco. Ma se tutti avessero la possibilita' di vivere il 14% in piu' da subito... e non come frutto di una evoluzione o del cambio radicale di abitudini alimentari... tutti, da subito... ecco, quello sarebbe un bel romanzo di fantascienza, in stile catastrofista. Per ora, dice Nature, funziona solo con i topi.

How to Decide in a Time of Confusion

BNET: http://www.bnet.com/2403-13056_23-295098.html?promo=713&tag=nl.e713

Bell'articolo - utilissimo.

Analizza con attenzione i dati ed i segnali: “Managers delight in new data that confirms their preconceptions,” (Rita Gunther McGrath, Columbia Business School). Il 90% delle volte i manager tendono a reagire secondo schemi conosciuti, consueti e familiari, che possono determinare la disfatta.

Crea un piano flessibile che faccia risultato nello shotr term

Guarda in faccia la realta': essere circondati di "yes-man" non aiuta in tempi di crisi. Per superare le difficolta' e' necessario un ambiente che permetta alle persone di esprimersi liberamente e far emergere tutti gli elementi (barriere, opportunita'...) che possono contribuire a risolvere o limitare la crisi. Per fare questo il leader deve dimostrarsi onesto, trasparente, dire le cose come stanno, incitare gli altri a fare lo stesso, essere pronto al confronto.

Aumenta l'investimento in "capability": in tempi di crisi servono ancora piu' capacita', piu' risorse, che spesso sono disponibili internamente, ma vanno sviluppate, valorizzate.

Ascolta di piu' customer, fornitori e consumatori: il network allargato permette di catturare i trend, anticipare le problematiche e focalizzare sulle soluzioni che servono realmente, risparmiando energie e massimizzando i risultati. Si affonda o si risorge insieme, non gli uni a scapito degli altri.

Il cyborg come nessuno lo pensava


La dichiarazione di Intel, Human and computer intelligence will merge in 40 years, fa pensare immediatamente ai cyborg di tante fortunate (o meno) saghe di fantascienza... ma come spesso accade, il futuro corre su binari difficili da prevedere basandosi esclusivamente su dati del presente. Le nanotecnologie hanno molto a che fare con la dichiarazione di Intel, cosi' come la crescita esponenziale del settore "sensori": avere un cellulare oggi e' normale, cosi' come portarsi dietro una telecamera o una macchina fotografica digitale, o ascoltare musica da un iPod o farsi rilevare le pulsazioni da un orologio... con la miniaturizzazione, il nostro corpo diventera' probabilmente il modo piu' semplice di trasportare questi ed altri devices: potremo comunicare tramite impianti senza bisogno di scatolette con le antenne, avremo spie interne che segnalano l'insorgere di malattie o infezioni, ci potremo inoculare nanodottori capaci di riparare arterie, cellule... in un futuro neanche troppo lontano da oggi un lavoratore "augmented" in questo modo avra' un certo valore, sara' piu' sano, piu' produttivo, piu' flessible... a quando gli head hunters di esseri umani digitalmente modificati?

"Augmenting memories"...

Aveva cominciato Microsoft con MyLifeBits, questa interessante avventura nel mondo dei "ricordi" individuali... (Total Recall: Storing every life memory in a surrogate brain). Ora IBM rivela gli elementi fondamentali del progetto Pensieve.

L'idea di strumenti software in grado di raccogliere e catalogare tutti i ricordi digitali di un essere umano, provenienti dalle varie fonti di cui disponiamo (la macchina fotografica digitale, il cellulare, l'email, il blog e cois' via) da un lato e' affascinante, dall'altro e' inquietante... certo apre discussioni completamente nuove sul fronte Knowledge Management, ma anche su quello Privacy. Arriveremo ad avere degli hacker dei ricordi?

"Usa la forza, Luke"...

Sicuramente, l'Harvard Business non aveva in mente Yoda, ma l'articolo "How the Best of the Best Get Better and Better" non va molto lontano da una sana visione di Star Wars: alcuni consulenti passati con disinvoltura dal afre il coach per campioni olimpici alle poltrone in pelle degli Executive di Wall Street hanno trovato interessanti paralleli tra i top manager ed i top champion, soprattutto nella capacita' che hanno di comune di gestire lo stress e la pressione, di internalizzare le sconfitte, di reagire alle avversita'. La forza mentale, insomma, e' il loro segreto, molto piu' di altri talenti. Direbbe Belushi: "Quando il gioco si fa duro..."

Qualcuno ne parla anche bene

Dopo la moltitudine di articoli sul perche' i business leader (ed anche il resto della popolazione giu' fino all'ultimo gradino, cioe' il collega HR) odiano gli HR ("Why We Hate HR"), finalmente un articolo salmone: "The HR Department: Give It More Respect".
Immaginate un'azienda dove l'HR e' dotato di grandi talenti e tecnologie e sa consigliare il top management sulla strategia di business e l'organizzazione.

Come restituire all'HR la sua dignita'? In primo luogo dando in outsourcing la parte amministrativa, ma non basta.

sloanreview.mit.edu/wsj/insight/hr/2008/03/10/

Reviewing reviews

Articulate.com: Here's How to Avoid Needs Analysis Paralysis

HBR: Is Yours a Learning Organization? Using this assessment tool, companies can pinpoint areas where they need to foster knowledge sharing, idea development, learning from mistakes, and holistic thinking.

HBR: Every talent management process in use today was developed half a century ago. It's time for a new model: Talent Management for the Twenty-First Century

Sloan Knowledge management can make a difference--but it needs to be more pragmatic

Gallup Mgmt Journal: What Generation Gap? Job seekers from different generations -- Baby Boomers and members of Generations X and Y -- often look for the same things from prospective employers, according to recent Gallup research.

from mckinseyquarterly.com: What shapes careers: A McKinsey Global Survey

Performance evaluation ed Engagement

Rischia di essere la scoperta dell'acqua calda, ma, ovviamente, quando benedetta da Gallup ha tutto un altro sapore: la valutazione della performance fatta forzatamente sulla base di scadenze fisse non basta ad innescare il loop di produttivita' ed engagement sperato... il modo in cui viene fatta e la continuita' del feedback che l'individuo riceve e' determinante per creare engagement attraverso la performance evaluation.
The most engaged employees say that their managers so regularly give them carefully considered advice and encouragement that when the time arrives for the formal evaluation, there are no surprises.

L'articolo e' qui: The Eleventh Element of Great Managing

I talenti come priorita'

Della serie: facile a dirsi, ma nessuno lo fa, mckinseyquarterly.com formula una specie di "last call" sulla strategia dei talenti come priorita':
Finding and retaining talented employees is at least as challenging today as it was ten years ago. Demographic trends, globalization, and the growth of knowledge work have intensified the external pressures on companies--but many of them compound the problem by failing to make talent management a strategic priority.


L'articolo e' rivolto agli executive, ma e' utile per chiunque continui a pensare che "un interinale puo' andare bene lo stesso":
www.mckinseyquarterly.com/Making_talent_a_strategic_priority_2092_abstract

Future of workplace

Will Americans still be commuting mega miles to get to work 10, 15, or 20 years from now? Not likely, says Social Technologies' Andy Hines in an article published in the winter issue of the Career College Association's magazine The Link.

In fact, Hines believes the workforce of the future will behave very differently than the workforce we see today.

"Creativity will be valued more and as technology continues to evolve, more 'knowledge workers' will be required to fill jobs. These talented people will want to work with other talented people, and although money will be important it will become less of a differentiator. Instead, people will look for the opportunity to work with others they can learn from and successfully collaborate with."