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Il mio capo mi vuole morto!

If you think your evil boss is overloading too much and you already tried with HR (without success) and the local employee support program (addressing to a psychologist suggesting to quit the Company and suit for mobbing)... may be you want to try the best "superhero" around: yourself. This is basically the suggestion of the Evil HR Lady (Suzanne Lucas) from BNET is giving:

Write down a list of your current responsibilities/projects/expectations.
Sit down with your boss and go over your list of responsibilities.
State clearly and firmly that you cannot accomplish all of this in the time allotted.
Ask her to prioritize your work load.
Ask for an explanation of how she wants you to accomplish what she requires.
Shut up and listen.

Read the article

Homo Enhanced 1.0

L'articolo di Nature ha solo aperto le danze: e' sempre piu' chiaro che le smart drugs sono una realta' e non una previsione e l'articolo pubblicato recentemente da Wired in cui una volontaria ha testato e fatto la review di vari tipi di smart drugs ne e' la riprova (Roundup: Smart Drugs su Wired.com). Un articolo provocatorio chiaramente, nello stile visionario di Wired, ma ripreso persino nell'edizione Italiana, con uno scrittore Bolognese che ha testato su se stesso gli effetti della pozione miracolosa...




E se il CNR si preoccupava in Maggio dell'abuso di droghe da parte degli studenti alle perse con l'esame di maturita', il vero nodo da sciogliere e' capire che effetti avra' questa rincorsa virale dell' "augmented generation" al resto del mondo. Molti non era pronti nemmeno per Pistorius, figuriamoci dover discutere dell'effetto che potranno avere le smart drugs sul mercato del lavoro quando diventeranno pane quotidiano dei Baby Boomers, sempre piu' lontani dalla pensione ed alle prese con l'innato desiderio di restare competitivi (e vincenti) per sempre. O forse vale la pena attendere il primo CV che arrivera' vergando il calce la disponibilita' a progetti di breve durata, con impegno a lavorare 24 ore su 24 per intere settimane ad un salario altissimo... il massimo della produttivita' e della flessibilita' combinata... chissa' perche' mi ricorda Neuromancer...

Che il Superuomo viva

L'opinione pubblica se ne e' interessata sotto l'ombrellone, come tipico tormentone estivo:Caster Semenya oggi e Pistorius ieri hanno infiammato per il tempo d'un ghiacciolo le pigre conversazioni estive degli europei distesi al sole, intorpiditi dal caldo e dagli spaghetti alle vongole. Ignari, mentre il futuro li raggiunge contromano e li travolge... direbbe Nietzsche, "che il superuomo viva" e forse e' gia' cosi': ci preoccupiamo degli OGM ma l'umano modificato (o il post umano) avanza a grandi passi, e' tra noi quotidianamente. Il doping, gli psicofarmaci, le "smart drugs", la selezione genetica, le protesi ipertecnologiche sono stati i pezzi di un puzzle semplicissimo da assemblare ma del quale ci siamo spesso disinteressati, credo per un comprensibile orrore.

Eppure accade mentre parliamo: nel futuro che inizia domani mattina insieme al cappuccino, la competizione tra superumani trascendera' dalla conoscenza acquisita e dall'esperienza diretta, dipendera' molto piu' dalla capacita' che avranno di trovare velocemente ed applicare nozioni ed informazioni gia' disponibili. Trovare e sapere diverranno probabilmente sinonimi ed il valore del lavoro manuale tornera' ad essere oggetto di contrattazione... perche' sapersi muovere con un esoscheletro e farlo performare al meglio equivarra' ad avere una capacita' artigianale.

Ci stiamo evolvendo ancora una volta, stiamo affrontando un nuovo capitolo; il mondo cambiera', e non sara' piu' brutto o piu' bello, sara' diverso...

...se un uomo del medioevo ci avesse visto attarversare la strada in una metropoli trafficata e respirare veleni, o mangiare pesce crudo al mercurio, avrebbe avuto paura del futuro. Ma cosa avrebbe pensato nello scoprire che si puo' campare il doppio, che non si muore piu' di molte delle malattie che conosce lui e che la mortalita' infantile e' ridotta ad un decimo?

Il futuro e' sempre terrificante e meraviglioso. Ed e' diverso da come ce lo immaginiamo: abbiamo sognato per anni che l'astronauta divenisse un lavoro per tutti, cosi' ci avevano predetto Star Wars, Star Trek e Galactica... ma il futuro piu' fantascientifico si giochera' invece su un cavo, in una rete di connessioni dove la fisicita' nemmeno esiste.

Benvenuto, Superuomo.

A Better Way to Cut Costs

In tempi di crisi, un bravo professionista delle Risorse Umane si prepara alla dura legge dei tagli sul consueto e proverbiale schema: "il business indica, io eseguo", salvo poi suggerire le modalita' meno cruente e piu' efficaci per evitare strascichi.

Un HR che voglia fare la differenza, invece, puo' andare oltre e diventare il cervello della riorganizzazione, sia evitando di tagliare le radici del sistema (specie quando il business non ha cognizione esatta di tutte le ramificazioni e delle conseguenze nascoste nell'interconessione tra sistemi, nella perdita di knowledge o di talento), sia suggerendo misure alternative, spesso piu' efficaci del taglio stesso.

Ovvio - vuol dire posizionarsi in prima linea ed assumersi dei rischi ben piu' alti. l'HBR pubblica un post interessante da cui partire: qui.

La domanda piu' semplice, a seguire e'... in tempi di crisi, meglio un talento di Industrial Relations o uno di Organizzazione?

Why Intel is investing in Social Computing

In my post Testing Business Value in Social Networking I shared our results of extensive exploration to determine if there is value in adding professional networking for employee use. The exploratory results moved us forward to creating a modular and integrated social framework to consolidate current "islands" of blogs, forums and wikis and add new capabilities such as the people connection that professional networking brings. We are 1.5 weeks away from launching the first phase of bringing robust social tools in-house to augment and improve the way our employees connect and collaborate today. I get asked a lot about "Why" we are doing this and the value we believe we will bring to Intel. I wanted to share with you the reasons.


Ne segue un articolo bello, interessante ed appassionato... uno di quelli da ritagliare per non perdere tempo a spiegare l'ovvio a chi proprio non ha orecchie. Colgo un paio di idee che bastano e avanzano: Employees Want to Put a Face to a Name, Too much time is lost to find people & information to do your job e, al solito, We reinvent the wheel over and over again.

Open Source will save the world, or will destroy the old economy.

L'articolo su Banzi ed il suo Arduino pubblicato da Wired versione italiana (a proposito, tanto di cappello da uno scettico dichiarato) puo' avere l'effetto di una lampadina che squarcia l'oscurita': il creative commons applicato agli oggetti, all'hardware (e non penso solo ai microchip) puo' diventare la scintilla di un effetto devastante e rigenerante per l'economia degli oggetti ma anche per la societa' in generale. Allora , la storia e' questa: un simpatico italiano ha creato chip (avete presente la roba di Intel e AMD? Quello.) e ne ha condiviso in rete gli schemi... chiunque lo puo' ricreare in casa o grazie a forniture cinesi low cost per un prezzo irrisorio. Lo stesso Banzi ve lo vende a 50 euro, E se il chip e' praticamente gratis, allora un sistema di sicurezza, un impianto di irrigazione, un frigorifero, un sistema di domotica... tutto puo' costare un decimo. Anche meno. Dice l'articolista "sento il rumore di un migliaio di modelli economici che cadono". Anch'io.

Schiacciati dal peso del potere economico del know-how. L'economia della conoscenza e' arrivata davvero? Forse si', con vent'anni di ritardo, forse... ora vediamo se sara' piu' importante domani inventare una cosa e campare di royalties tutta la vita oppure saper capace di inventare e basta.

The "frugal growth"

Potrebbe apparire come il classico "raschiare il barile" rivestito a nuovo, ma forse dietro l'articolo di S+B (Design for Frugal Growth) sul nuovo trend del coniugare innovazione e controllo dei costi c'e' qualcosa in piu'. L'andamento dei mercati ci fa forse piu' cinici e spietati del dovuto, ma in verita' alcune delle idee alla base dell'articolo sono interessanti e confermate dalla realta': il trust interno basato su Servcie Level Agreements, ad esempio, e' un incredibile creatore di valore perche' minimizza le transazioni interne. Lo stesso dicasi per la scelta di puntare su core capabilities che siano distintive ed esternalizzare o comprare il resto: la spesa e' minore ed il tasso di contaminazione e di innovazione piu' alto. Insomma... alla faccia degli indici di borsa, "se po' fa".

Who Hires Home-based Workers?

Career Builder scopre che il lavoro da casa non e' piu' solo un trend di grandi compagnie in cerca di preziose economie di scala e di toppe alla fuga di talenti stressati, ma un modello a basso costo anche per aziende nuove chenon posso investire sullo spazio fisico e sulla relocation. Il work from home cosi' diventa un modello di business.

Il Cocreating

Il McKinseyQuarterly.com ha un altro spunto interessante sull'Open innovation che in definitiva riassumen come un'evoluzione del concetto di Innovazione interna con tre fonti:
a) un network di fornitori e specialisti indipendenti, capaci di tenere l'azienda aggiornata;
b) una collaborazione intensa ed aperta con i customer per comprendere meglio cosa vogliono;
c) il consumatore... proprio come ideatore di innovazione. Riducendo cosi' l'azienda a mero manufacturing dell'innovazione desiderata dal consumatore.

Troppo avanti? Mah, nemmeno troppo: Mystarbucksidea.com o il Peugeot Design Contest sono due esempi tra molteplici. In fondo, se le statistiche dicono che il 25% degli utenti broadband in Western Europe postano abitualmente online commenti e review di prodotti acquistati...

Web 2.0? Funziona!

I risultati della
Ricerca McKinsey sulle aziende che usano gli strumenti di Web 2.0
ssono estremamente interessanti, sia in termini di soddisfazione (anche se variabile di regione in regione, piu' alta ovviamente in Asia) che di penetrazione. Oltre il 60% degli intervistati che si e' dichiarato soddisfatto dai sistemi usati ne vede un diretto beneficio produttivo... la rivoluzione sta toccando le masse? Dilbert attento!

Il 34% degli oltre 2000 executive intervistati utilizza Blog internamente o esternamente, il 32% un sistema Wiki (incredibile) ed il 29% i podcasts. I piu' ragionano sul Knowledge management (83%). Solo una minoranza (7%) ha abbandonato un tool dopo averlo implementato.

Interessante il fatto che in termini di importanza, il Social Networking supera tutti gli altri item ed in Europa affianca i sistemi Wiki come interesse.

Lavorare da casa? O forse no.

Aumenta il numero di coloro che lavorano da casa sfruttando le tecnologie ed aumentano gli studi che spiegano i vantaggi (per tutti) di questa nuova forma di contribuzione, da tutti i punti di vista: inquinamento, logistica, spazio, benessere individuale... ma che fare se il "teleworker" soffre di solitudine? Negli States e' gia' uan realta': i teleworkers non vanno in ufficio, si ritrovano negli internet cafe', oppure mettono in piedi appositi spazi e servizi fatti apposta (hatfactory... infine, creano strumenti web per creare le occasioni d'incontro, come su www.launchpadcoworking.com, oppure www.conjunctured.com... il migliore? Forse questo: twurl.nl/6c8lw, una mappa su Google dei luoghi comuni per i teleworkers... basta pensarci la prossima volta che tocca commissionare il progetto per i nuovi uffici generali: ne volete uno solo o una ventina piccolissimi sparsi in giro?

Il cyborg come nessuno lo pensava


La dichiarazione di Intel, Human and computer intelligence will merge in 40 years, fa pensare immediatamente ai cyborg di tante fortunate (o meno) saghe di fantascienza... ma come spesso accade, il futuro corre su binari difficili da prevedere basandosi esclusivamente su dati del presente. Le nanotecnologie hanno molto a che fare con la dichiarazione di Intel, cosi' come la crescita esponenziale del settore "sensori": avere un cellulare oggi e' normale, cosi' come portarsi dietro una telecamera o una macchina fotografica digitale, o ascoltare musica da un iPod o farsi rilevare le pulsazioni da un orologio... con la miniaturizzazione, il nostro corpo diventera' probabilmente il modo piu' semplice di trasportare questi ed altri devices: potremo comunicare tramite impianti senza bisogno di scatolette con le antenne, avremo spie interne che segnalano l'insorgere di malattie o infezioni, ci potremo inoculare nanodottori capaci di riparare arterie, cellule... in un futuro neanche troppo lontano da oggi un lavoratore "augmented" in questo modo avra' un certo valore, sara' piu' sano, piu' produttivo, piu' flessible... a quando gli head hunters di esseri umani digitalmente modificati?

Lavora troppo fa male... alla produttivita'


L'allarme di Repubblica seminera' il panico nella Pubblica Amministrazione alle prese con l'attacco frontale di Brunetta? Oppure finalmente i riflessi della Baby Boomers generation cominceranno ad evaporare sotto la spinta di valanghe di dati e fatti che dimostrano che "gli stakanovisti dannosi" creano problemi a se stessi ed alla produttivita'?

"Secondo i dati dell' Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro si spendono in Francia 1,2 miliardi di euro all'anno per gli incidenti e le malattie professionali legati allo stress"
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E' questa la realta' da affrontare: per aumentare la produttivita' non bisogna alzare i ritmi di lavoro, semmai il contrario: bisogna ridurre il workload aumentando il ROI ed il valore aggiunto dei singoli progetti.

Un buon inizio? Monitorare il residuo ferie... basta e avanza. E fa bene anche ai conti finanziari.

Produttivita', ultima frontiera

Il link tra engagement e produttivita' e' l'atout di Gallup (questo e questo possono aiutare); non a caso, Marcus Buckingham e' uno dei change agent piu' efficaci ed interessanti in materia di productivity tools: tre delle sue pubblicazioni ("Go Put Your Strengths at Work", "Now discover your strenghts" e "First Break all the rules") chiariscono perfettamente la necessita' di puntare sull'engagement per soddisfare la fame di produttivita' delle aziende. E' una provocazione non da poco quando si ha a che fare con la recessione americana, la concorrenza indocinese ed i tagli con la scure.

Se questo e' il campo di gara piu' ampio, curioso che, scendendo piu' nel dettaglio delle varie aree correlate, siano serviti illustri studi cattedratici per dimostrare che il benessere individuale (personal well-being) e' strettamente correlato con la performance (Wright and Cropanzano, 2004 - ma anche centinaia di altri studi). Il fatto che un alto livello di benessere personale aiuti anche ad essere piu' positivi nel gestire gli eventi e nel considerare le opportunita' di cambiamento e di sviluppo non fa che rinforzare il punto.

Se questo e' il background, ovvio che possa fare scalpore la notizia (o il gossip?) di Microsoft pronta a lanciare sul mercato un software capace di monitorare il benessere dei propri dipendenti direttamente dal loro computer... in pratica un'applicazione sul desktop
that would allow managers to monitor employees' performance by measuring their heart rate, body temperature, movement, facial expression and blood pressure.
L'ultima frontiera o il far West?

Per chi non vuole perdersi la notizia.