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Homo Enhanced 1.0

L'articolo di Nature ha solo aperto le danze: e' sempre piu' chiaro che le smart drugs sono una realta' e non una previsione e l'articolo pubblicato recentemente da Wired in cui una volontaria ha testato e fatto la review di vari tipi di smart drugs ne e' la riprova (Roundup: Smart Drugs su Wired.com). Un articolo provocatorio chiaramente, nello stile visionario di Wired, ma ripreso persino nell'edizione Italiana, con uno scrittore Bolognese che ha testato su se stesso gli effetti della pozione miracolosa...




E se il CNR si preoccupava in Maggio dell'abuso di droghe da parte degli studenti alle perse con l'esame di maturita', il vero nodo da sciogliere e' capire che effetti avra' questa rincorsa virale dell' "augmented generation" al resto del mondo. Molti non era pronti nemmeno per Pistorius, figuriamoci dover discutere dell'effetto che potranno avere le smart drugs sul mercato del lavoro quando diventeranno pane quotidiano dei Baby Boomers, sempre piu' lontani dalla pensione ed alle prese con l'innato desiderio di restare competitivi (e vincenti) per sempre. O forse vale la pena attendere il primo CV che arrivera' vergando il calce la disponibilita' a progetti di breve durata, con impegno a lavorare 24 ore su 24 per intere settimane ad un salario altissimo... il massimo della produttivita' e della flessibilita' combinata... chissa' perche' mi ricorda Neuromancer...

Post Humans

Ian Pearson - "BT's Futurologist" - prova ad immaginare il futuro (o forse la fine) della specie umana, ragionando sulla convergenza tra uomo e macchina, come in certi film di fantascienza cyberpunk... solo che la maggior parte delle cose di cui parla non sono "futuribili", ma terribilmente attuali. Da leggere con distacco, nuoce agli scettici incalliti.

Che il Superuomo viva

L'opinione pubblica se ne e' interessata sotto l'ombrellone, come tipico tormentone estivo:Caster Semenya oggi e Pistorius ieri hanno infiammato per il tempo d'un ghiacciolo le pigre conversazioni estive degli europei distesi al sole, intorpiditi dal caldo e dagli spaghetti alle vongole. Ignari, mentre il futuro li raggiunge contromano e li travolge... direbbe Nietzsche, "che il superuomo viva" e forse e' gia' cosi': ci preoccupiamo degli OGM ma l'umano modificato (o il post umano) avanza a grandi passi, e' tra noi quotidianamente. Il doping, gli psicofarmaci, le "smart drugs", la selezione genetica, le protesi ipertecnologiche sono stati i pezzi di un puzzle semplicissimo da assemblare ma del quale ci siamo spesso disinteressati, credo per un comprensibile orrore.

Eppure accade mentre parliamo: nel futuro che inizia domani mattina insieme al cappuccino, la competizione tra superumani trascendera' dalla conoscenza acquisita e dall'esperienza diretta, dipendera' molto piu' dalla capacita' che avranno di trovare velocemente ed applicare nozioni ed informazioni gia' disponibili. Trovare e sapere diverranno probabilmente sinonimi ed il valore del lavoro manuale tornera' ad essere oggetto di contrattazione... perche' sapersi muovere con un esoscheletro e farlo performare al meglio equivarra' ad avere una capacita' artigianale.

Ci stiamo evolvendo ancora una volta, stiamo affrontando un nuovo capitolo; il mondo cambiera', e non sara' piu' brutto o piu' bello, sara' diverso...

...se un uomo del medioevo ci avesse visto attarversare la strada in una metropoli trafficata e respirare veleni, o mangiare pesce crudo al mercurio, avrebbe avuto paura del futuro. Ma cosa avrebbe pensato nello scoprire che si puo' campare il doppio, che non si muore piu' di molte delle malattie che conosce lui e che la mortalita' infantile e' ridotta ad un decimo?

Il futuro e' sempre terrificante e meraviglioso. Ed e' diverso da come ce lo immaginiamo: abbiamo sognato per anni che l'astronauta divenisse un lavoro per tutti, cosi' ci avevano predetto Star Wars, Star Trek e Galactica... ma il futuro piu' fantascientifico si giochera' invece su un cavo, in una rete di connessioni dove la fisicita' nemmeno esiste.

Benvenuto, Superuomo.

rethinking Pension plans... as soon as possible

I risultati di una ricerca sui topi pubblicati da Nature fanno pensare ad uno scherzo fantascientifico... aumentare la vita di un topo del 14% con una semplice pillola (anche senza necessita' di dargliela per lungo tempo, basterebbe cominciare a somministrarla quando il ratto e' gia' senile) puo' sembrare una notizia da sottobosco. Ma se tutti avessero la possibilita' di vivere il 14% in piu' da subito... e non come frutto di una evoluzione o del cambio radicale di abitudini alimentari... tutti, da subito... ecco, quello sarebbe un bel romanzo di fantascienza, in stile catastrofista. Per ora, dice Nature, funziona solo con i topi.

Singularity


Parlare di futuro del lavoro o di futuro in genere senza parlare di Singularity non ha senso. la definizione di Vernor Vinge e' un buon punto di partenza, ma c'e' tanto, forse troppo, di piu'. Allora, magari, il prossimo libro di Kurzwell puo' aiutare a capire che piega potrebbero prendere gli eventi se,a breve, non dovessimo piu' essere la forma piu' evoluta ed intelligente del pianeta...

... “Within thirty years, we will have the technological means to create superhuman intelligence. Shortly after, the human era will be ended” — Vernor Vinge, 1993

Jajah - telephone operators dead or near to

L'avevo detto... con l'espansione delle reti wifi e wimax gli operatori telefonici tradizonali avranno le ore contate... beh, la realta' supera la fantasia: Jajah.com si presenta come la "IP telephony company that invented web activated telephony".

Il software e' made in Italy (quelli di Funambol... http://www.funambol.com/), l'idea, invece, puo' innescare l'ennesima rivoluzione: Skype + Jajah saranno il nuovo orizzonte della connessione in voce.

Creating the Future of Learning

L'evoluzione della tecnologia e soprattutto dei mobile devices, le neuroscienze, la realta' virtuale... come evolvera' l'apprendimento nei prossimi anni? Quanto sara' sostenibile la conoscenza in se' e per se'? Sara' piu' importante scoprire o trovare? Sapere o saper cercare?

L'IFTF prova ancora una volta a fare da bussola, mettendo insieme tutte le "key forces that will shape learning over the next decade"... e noi... dove stiamo?

2008 Map of the Decade

Download the 2008 Map of the Decade.

The view this year is distinctly biological. Even in arenas more social than biological, new biological identities—and new understandings of biological connectedness—draw people into unexpected affiliations. We turn to face the decade with a naturalist’s eye: we’re looking for the intricate connections that form the webs of our evolving life as if our futures depend on it.

Think of it, perhaps, as an organism, starting from a single cell. Like any organism, it unfolds from a small set of internal signals. First there’s just one cell. Then it divides. The new cells specialize and become patterned. The pattern becomes a template for further development. As the future begins to take shape, you can see it in what biologists call fate maps—molecular snapshots of the embryonic cells as they divide, over and over, to reveal what they will become

Homo Evolutis



Senza commento - lo vorrei come Ministro.

Future of Education

Timeline of Trends

Il futuribile tira... ma mai quanto l'organizzazione dei dati esistenti (imperitura). "Forecasting history-changing discontinuities" e' un bell'esercizio per identificare poi i sentieri che conducono al futuro. La mappa aggiornata al 2008 e' la prosecuzione di un lavoro iniziato nel 1994 dalla Social Technologies.


 


Dicono loro: "The presentation of time-oriented data can provide significant insights into both the past and future. The use of timelines that integrate disparate
quantitative time series data and other time-oriented information into a unified visual presentation can reveal patterns, causes, probabilities, and possibilities across complex social, technological, economic, and political systems. Cycles, waves, logistics curves, and other archetypal patterns, when laid over historical data, can provide a deeper understanding of the dynamics of change. Timelines and these archetypal change patterns can also be used in the field of futures studies as key components in a “hypothesis- to-forecast” (exploratory forecast) process to identify potential long-term patterns of change and make long-range (25+ years) forecasts.
"